Quando un borgo si rigenera attraverso l’arte e l’artigianalità l’effetto è dirompente. Giovane, digitale, bello, multisensoriale. Sono tutti gli aggettivi che si rincorrono come le persone, per tutti i target, su e giù per i vari livelli dei vicoli del Borgo di Varzi, nel suo affascinante centro storico, uno dei più bei borghi d’Italia che dal 14 al 16 aprile si propone come una meta artistica e di esperienza a poco più di un’ora da Milano e Genova, Piacenza e Torino. Lo chiamano turismo di prossimità, adesso anche d’arte. Grazie e a Vartweek, che è il fuorisalone del Miart, dove inizia a salire la strada verso l’Appennino di Lombardia.

Vartweek è una rassegna culturale che non finisce lì, si dichiara permanente, come la mostra diffusa colorata dalle saracinesche dipinte dai suoi street artist. Come le mostre digitali che saranno allestire nelle cantine storiche, per 6 esperienze speciali di arte e di sensi, con un programma fitto e bellissimo che coinvolge tutti i target. Dai grandi ai piccoli. Gli allestitori pirotecnici – i 360 Maker – non vogliono svelare i particolari. Sarà l’esperienza a guidare tutti in questa rassegna dei sensi. Dove l’arte e la fotografia contemporanea guidano alla bellezza e alla luce, dove si tira un filo leggero, anche naturale, che collega questo borgo al lontano Giappone. Manga, cerimonia del Tè, vini e salame Doc, tessuti, trame, musica alle radici del blues, profumi e giochi interattivi, d’arte, ma anche approfondimenti con giornalisti e voci autorevoli, artisti e poeti, tutto questo è Vartweek. Una rassegna di idee e creatività, che rigenera un borgo storico – prima azione del Pnrr Borghi di un ampio progetto proposto dal Comune di Varzi, che punta a coinvolgere i giovani attraverso la cultura e i sapori, senza soluzione di continuità perché la rigenerazione sia del borgo, della sua bellezza storica e contemporanea e della sua gente.

“L’obiettivo di Vartweek è di far parlare l’arte ai sensi e di offrire un’esperienza condivisa e aperta al mondo, con uno sguardo alla cultura giapponese che educa al rispetto. Si tratta di un progetto che unisce identità condivise, sobrie ma capaci di sorprendere, per creare un’arte che non ti aspetti”, ha detto Luca Borghi, giornalista che intratterrà dialoghi a tutto tondo, con i sensi e sul senso di Varzi, senza schemi, nelle Cantine Storiche, luoghi inediti di arte e di incontri. Il borgo sarà animato dai fotografi di arte contemporanea, Michela Milani, Massimiliano Verdino, Fabio Salmoirago e Alessandro Traversa. Arriverà un monaco zen, Pino SōdenPalumbo, a fermare il tempo in una tazza di Tè, così la antica via del sale diventa anche antica via del Tè e dei profumi. A dare futuro all’arte: con l’artista Chiara Lorenzetti che attraverso il Kintsugi ci racconterà l’arte di riparare con l’oro. E con Giorgio Azzaretti e il Raku. E con gli eroi di stoffa proposti da Stefano Bressani che raccontano una storia infinita che approda anche alla Torre Malaspiniana di Varzi, la torre delle Streghe, e diventa traccia di un manga grazie alle mani e alla creatività della digital artist Eddie, studente alla scuola del fumetto di Milano.  E ancora le emozioni dell’artista champagne Teo KayKay. Mentre Palazzo Tamburelli si anima con i laboratori del gusto, studiati dalla yamatologa Mimma Coppola, grandi emozioni saranno in scena attraverso gli assaggi di vini preziosi e salami eccellenti: un grande concerto per tutti i sensi. Tre giorni da vivere che resteranno nell’aria, fra storia e futuro di un borgo.  

 

Tutte le informazioni qui www.vartweek.it